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Un "fattore" chiamato "destino" PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Lunedì 03 Novembre 2008 06:11

 Un “fattore” chiamato “destino” 

Il giorno prima delle elezini presidenziali negli USA, toccando ferro...

Il 4 febbraio 2008 ho pubblicato l'analisi dei palmi di Hillary Clinton e Barack Obama , dalla quale è risultato chiaramente che il candidato migliore era lei, Hillary.

La conquista della nomination di Obama per i democratici, nonostante il voto di 18 milioni di americani per Hillary, è stata una sorpresa per me. Mi ha incuriosito l'esito, soprattuto perché dietro l'analisi dei palmi che avevo fatto, e che non lasciava i dubbi, c'era anche un calcolo che faccio sempre per chiarire il campo “spazio-tempo”, come chiamo il calcolo di sviluppo delle energie vitali di una persona in un determinato periodo di tempo. A questo aggiungo anche la presenza, o l'assenza, della “sconosciuta X”. Si tratta di un fattore meglio conosciuto come “destino”, quando la nostra vita si incrocia con un evento al di fuori dalla nostra capacità di controllo, e che spesso porta ai cambiamenti della nostra vita ai quali non è possibile porre il rimedio.

Oltre la chiara differenza di qualità in favore di Hillary, dal calcolo delle energie vitali è emerso che quelle di Obama erano in discesa, che proseguiva nei prossimi due anni. Era il 28 febbraio quando ho terminato questi calcoli.

 

Hillary Clinton

Hillary

Il successivo recupero di Hillary non è valso a nulla e nemmeno i suoi 18 milioni di voti. Obama è riuscito a mettere in cantiere la nomination. E questo nonostante la mancanza di qualità e la discesa delle energie vitali? Com'era possibile?

Ciò che ho scoperto dietro questa nomination non mi è sembrato possibile. Questa conquista non era il frutto di lavoro di Obama, che è un bravissimo interprete (merita Oscar), ma di un uomo di nome David Axelrod. Per conoscerlo meglio, potete leggere qui l'articolo dove ho riportato tutti i suoi “meriti”.

Proprio nell'operato di Axelrod e nel suo personaggio bisogna cercare il vero motivo del successo di Obama. La “sistemazione” di una Hillary (molto scomoda) fuori dai giochi del vero potere e il successivo arrivo di Sarah Palin “in gioco”, sul ticket di John McCain, mi hanno fatto pensare che l'arrivo di una donna ai massimi del potere è forse il vero “nuovo”, il reale “change”, cambiamento che tutti si auspicano. Di certo non lo può essere il colore della pelle, che a me sembra più il frutto del cinismo dei bianchi. Il cambiamento sostanziale è proprio il fattore femminile, l'unico capace di portare l'equilibrio nelle forze di un mondo confinato da sempre nell'onnipotente campo maschile e le sue soluzioni estreme, come la guerra ed altre forme di violenza.

 

Sarah Palin
Sarah Palin

Proprio “il fattore maschile”, che alle donne ha sempre riservato il ruolo secondario, non contempla, per via della propria natura, le soluzioni che solo “il fattore femminile” può offrire.

Non sto a spiegare perché leggo nei segni del nostro tempo la contrapposizione del fattore maschile al quello femminile, ma credo basti guardare quanto nella scelta di Obama per il vice, Hillary non è apparsa nonostante abbia avuto più voti effettivi di Obama. Cosa doveva avere per meritare l'entrata sul “ticket”? Alla risposta ci arriverete da soli.

Se non basta, potete guardare i temi sui quali i media se la sono presa con Sarah Palin. Analizzando solo questo si capisce quanto il mondo maschile fa fatica a vedere il nuovo nella presenza del femminile nel potere effettivo.

In questo senso, chiunque vincerà domani, rimango certa di una sola cosa: a finché non arriverà al potere una donna, per portare l'equilibrio nella vita quotidiana, non possiamo aspettarci nessun vero cambiamento.

Bush e Obama hanno molte più cose in comune di quello che si pensa. Se escludiamo il “look kennediano” di quest'ultimo, o meglio dire un look da “barbie”, la somiglianza fondamentale tra loro sta nel fatto che sono stati “costruiti” entrambi. Bush dopo l'elezione ha fatto tutto di testa sua e come l'abbia fatto, lo sappiamo tutti. Le mani di Obama mi dicono che nemmeno lui farà diversamente.

Mi incuriosisce che ne sarà di Axelrod, l'uomo che ha “creato” Obama dal nulla? “Il fattore X” nella sua vita ha già lasciato le traccie pesanti.

Axelrod e Obama
Axelord e Obama

Possiamo chiederci se il destino esiste, ma tutto fa credere di sì. Se il destino è che una donna entri nella sfera del potere più alto, nulla potrà impedirlo. Nemmeno l'abilità di uno come David Axelrod. Casomai, potrà solo posticiparlo, però a caro prezzo.

Il mondo in generale sta cambiando rapidamente, ma non tutti sembrano coscienti quanto fosse stata cattiva, e lo è tuttora, la sua gestione. La recessione si mangia le fondamenta di quel mondo che al posto di guidare le nazioni, ha fatto nascere le illusioni, gli squilibri e le ingiustizie dovunque si è presentato. Ed ora vuole portare “il nuovo”, “il cambiamento”, attraverso Obama che veste bene i panni della Speranza, ma non Incarna la Risposta ai problemi reali. Ed essi sono così tanti da essere troppi. Il peggio è che quel mondo il maggior male l'ha fatto a se stesso. Dalle mie parti si dice: "chi scava la fossa agli altri vi cade dentro egli stesso". Come dire, Dio c'è!

Si dice anche che prima di risalire bisogna toccare il fondo. Per questo, ho paura, che il destino abbia riservato a Obama un ruolo non molto piacevole. Dalle sue mani si addice che non è lui “il prescelto”. “Il fattore X” mancante dai calcoli delle sue forze vitali mi fa pensare alle spiacevoli “coincidenze”. Non è presente semplicemente perché non è ancora Obama quello che agisce effettivamente?

Con Bush si è visto che la vittoria "inadeguata" costa molto cara. Obama si è prestato ad un ruolo che non è scritto per lui, ma per una donna. E questo, come tutto d'altronde, avrà un prezzo. Ma non sempre si ha l'occasione per cambiare un destino non roseo, come lo si ha domani. E non è in questione il destino di una sola persona, ma di un intera nazione, che a sua volta potrebbe influenzare i destini di tutti noi. Che dire?

Ho letto i segni sui palmi di alcuni degli attori di questa vicenda, ma non so cosa il destino ha riservato per loro. So solo che non li invidio per niente al mondo.

Ma non sto nemmeno tanto tranquilla per noi qui...

 

2008-11-03  alle 13:43:54

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