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Tito a Obama: prendi questa gamba... PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Sabato 24 Gennaio 2009 15:11
Vi racconto il Futuro

Scritto nel 2009 - Futuro è iniziato!

La NUOVA EPOCA del SAPERE e dell'INFORMAZIONE: SAI o NON ci SEI!

11/11/2011 scade l'epoca dell'ignoranza promossa dal "sistema delle cose", che ha reso le persone schiave delle cose e dell'ego. Ora con l'epoca di internet tutto è cambiato. La maggiore informazione ha reso visibili i meccanismi della schiavitù moderna. Siamo giunti ai limiti della sopravvivenza. Solo un UOMO del SAPERE, INFORMATO ed EDUCATO giungerà alla destinazione. Tutti che si sentono "sazii", accontentati con poche cose, non passeranno l'ultimo esame. Il piatto ricco non sta più alla fine, dove si trovano le CONSEGUENZE, ma all'inizio, dove si trovano le CAUSE! Il sapere porterà alla conoscenza, che porterà alla maggiore accortezza e consapevolezza. Il nostro prossimo non è il nemico ma l'amico! Non si compete con gli altri ma con se stessi! L'ESSERE è il "piatto ricco", non l'AVERE! L'UOMO NUOVO è: SAI o NON ci SEI!

Tito a Obama: "Prendi questa gamba..." Image

Tito e Obama

Succede una mattina qualche giorno prima che fini il 2008. Non sono sicura ora se questo l'avevo sognato o era un "flash" al momento di risveglio. Ricordo solo che mi sono domandato quale significato poteva avere una simile stranezza. Tito è morto nel 1980 (dopo che gli fu tagliata la gamba), mentre Obama è diventato il presidente USA il 20 di Gennaio 2009, il giorno in cui la mia famiglia festeggia il suo santo protettore, San Giovanni Battista. Da un lato Tito, il defunto presidente di una defunta Jugoslavija, regala la propria gamba a Obama, diventato il 44mo presidente degli USA. Un significato doveva pur avere tutto ciò. Eccola, fresca, fresca dal mio Laboratorio di Ricerche Sperimentali Umanistiche, una ricerca concreta sulla possibilità di "vedere nel futuro". Con un po' di sorrisi... come quando si guardano le vecchie fotografie.

“America ed Inghilterra saranno le terre proletarie!”

Così cantavamo da piccoli, noi pionieri di Tito. Oggi, guardando la crisi mondiale e le soluzioni che gli USA stanno portando avanti, mediante il loro 44mo presidente, Obama, tutto sembra possibile.

Che anche gli USA diventino un paese socialista, perché usano i mezzi del socialismo, in difesa di un pericolante modello capitalista, dominato fino d'ora da una presunta “autoregolamentazione del mercato”? Difficile... ci arriverà prima il camello.

In fondo, questa furbizia di “istituzionalizzare il mercato libero” solo per i successi, ma non anche per gli insuccessi, a me sembra un tentativo vano. Il tempo mi darà ragione o mi smentirà.

 La fine del “sistema delle cose” 

Non credo che gli USA possano salvare il proprio sistema capitalistico nemmeno usando i mezzi del “nemico”, ovvero il socialismo e i suoi meccanismi economici.

Come credo che si tratti di una nuova dimensione storica che si è aperta in una specie di voragine nel muro del tempo, ma pochi si sono accorti delle dimensioni di questo nuovo e per molti versi rivoluzionario piano di avvenimenti.

Dopo queste riflessioni, il fatto che mi siano apparsi Tito e Obama in una situazione così strana, mi fa venire in mente i sinistri presagi.

Vedo che anche per la sinistra Italiana è arrivato il momento della verità. Non credo che essa potrà mai riprendersi nei termini nei quali vede se stessa. La sinistra Italiana, come portatrice del socialismo Italiano, è morta il giorno in cui, mentre faceva la sinistra nella propria nazione e l'alleata capitalista, è andata a distruggere lo spirito socialista in un altro paese. Il nazionalismo non è mai una buona strada. La sinistra Italiana nemmeno si è accorta che moriva, chiusa nel proprio giardino, pensando che li finiva il mondo della sua democrazia. E' le bombe “buttate nel giardino dei vicini di casa”, cosa vuoi che siano state...

A parte il fatto che il Nazionalismo e la Democrazia si escludono a vicenda.

 

 Una Rosa mancante del socialismo 

Come diceva Rosa Luxemburg: “Il vero socialismo non può esistere senza la democrazia e nemmeno la vera democrazia senza socialismo”.

Riguardo il presunto socialismo di Obama, esso non sta in piedi. Se il capitalismo è rivolto verso il capitale (il denaro), e Obama continuerà a fare gli interventi economici in questo senso, il vero sistema degli USA rimane pur sempre il capitalismo.

Ciò che rende il socialismo tale è il fatto di essere rivolto verso l'uomo e il suo progresso, verso lo stesso standard per tutti.

Lo dice bene la differenza tra i due credi: “Vivi per lavorare”, del capitalismo e “Lavora per vivere”, del socialismo.

Per contraddizione, non ci sono i soldi che possono invertire il capitalismo in socialismo. La forma non ha mai cambiato la sostanza.

 Samoupravljanje = Autogestione 

Riguardo Tito e la sua “terza via”, chiamata SFR Jugoslavija, con il senno di poi, si può dire che si è trattato di un capitalismo dello stato e non di socialismo (ma era sulla strada giusta del socialismo in quanto rivolta nelle sue radici verso il benestare di tutti). Non bisogna dimenticare come era la società Jugoslava in generale per capire che socialismo richede una crescita di tutti, sia dal punto di vista sociale sia dal punto di vista culturale. Non si arriva al socialismo "per desiderio". Una cosa positiva, però, c'era. L'introduzione del “samoupravljanje” (autogestione) dei lavoratori, come principio di una democrazia socialista reale. Peccato tutto sia finito nella spazzatura proprio quando la situazione generale stava diventando sempre più democratica.

Nota d'obbligo: Oggi sono in molti in Europa occidentale a sventolare la loro "terza via". Certo a loro non manca il cinismo, perché dopo aver "combinato la dissoluzione" della Jugoslavija di Tito (aiutati dall'interno), oggi pure "scoprono" ciò che era Tito per primo a portare come soluzione nella società multietnica: l'eguaglianza tra le persone su tutti i livelli (sesso, etnia). Le balle raccontate attraverso i media come Tito ci teneva "uniti con il pugno di ferro", l'ho scoperto vivendo qui. Io sono cresciuta in Bosnia centrale e qui ho scoperto che in pratica "noi ci odiavamo". Pensate, se non venivo qui non l'avrei mai saputo. Così ho scoperto che nei paesi "democratici", uguale come nei paesi dove vigeva il cosidetto "comunismo"(non la Jugoslavija), l'informazione era di raccontare ciò che serviva che si sapesse nel proprio paese. Certo Tito in molte cose non era un "guru", ma dal punto di vista umano, nei paesi d'Europa occidentale, ci si può ancora sognare asilo nido in fabbrica, per esempio, o la donna mega manager con lo stipendio più alto degli uomini. Ognuno è libero di pensare ciò che vuole, ma per favore, almeno non  bisogna "inventate"  ora ciò che noi in Jugoslavija di Tito abbiamo già vissuto e goduto. Qualcuno dovrebbe informare questi "inventori" di studiare, cercare di conoscere la verità. Essa non è un piatto pronto, che viene servito dagli altri. Sapranno almeno che avevamo la scuola complettamente gratis per tutti, o l'assicurazione sanitaria gratis per tutti, o la casa per tutti? Quando tutto questo sarà "scoperto" di nuovo qui nel "cuore" della democrazia, ricordatevi amici che c'era una volta un paese dove un certo Tito l'aveva messo tutto questo in pratica, ma andava distrutto tutto perché il capitalismo DOVEVA figurare come unico sistema in tutto il mondo. Secondo la mia esperianza di vita la e qua, il problema non sta nel sistema ma negli uomini. Ogni sistema sarà buono se favorirà il benestare per tutti con delle regole di convivenza ottimali. La vita non dura in eterno e nessuno ce lo dice. Questo non è un buon motivo per vivere nell'ignoranza e stare male. Il denaro aiuta a stare bene, ma non rende felici. Cio' che abbiamo non lo possiamo portare nel al di la! Se uno muore senza aver dato il senso alla propria vita è vissuto invano. E non c'è dio che tenga o il conto in banca, per quanto grande. E qui chiudo la mia "nota".

 

L'ultimo viaggio del presidente TITO

 

 

 

Scomodando i miei ormai sbiaditi ricordi del Manifesto Comunista, me ne viene in mente uno, quando Marx ed Engels dicono che il capitalismo entra in tutti gli angoli del mondo, imponendo le proprie soluzioni. Poi, da tutto ciò nasce il comunismo, dicono, perché il profitto non può rendere felice la società umana.

Per la verità, a me sembra che “avere” non disturbi così tanto, quanto invece disturba il “non avere”. Anche la mancata distribuzione equa del profitto, non mi sembra così decisiva a questi “livelli” dell'umanità.

Casomai, se l'economia del profitto porterà all'esaurimento delle risorse, come sembra di sì, ci attende allora la globalizzazione della miseria.

Proprio la miseria e l'insopportabile pressione da essa causata, il materializzarsi della mancata prospettiva e del mancato senso della vita, come risultati concreti della globalizzazione dell'economia del profitto, arrivata al capolinea, faranno nascere una nuova dimensione storica.

 La “Terza” e la “Quarta” via 

Non sono una politica e neppure sono mai stata iscritta ad un partito politico. Dopo aver vissuto “la terza via” di Tito personalmente, posso dire che vivo ora una “quarta via”, simile a quella di cui parlavano Gurdjieff ed Uspenskij, per intenderci.

In questa luce che osservo l'immagine di Tito e di Obama, cercando di capire, com'è indispensabile per chi intraprende la “quarta via”.

In essa s'intende che esistono due principi fondamentali per l'evoluzione dell'uomo:

  • dovrebbe tendere verso una totale armonia tra il suo mondo interiore e quello esteriore,

  • inoltre, non meno importante, il principio dell'amore reciproco e di fraternità.

 

 

Se poi ci ricordiamo che viviamo una crisi economica al livello mondiale, mi riesce difficile pensare che ci siano i presupposti per raggiungere una totale armonia tra il proprio mondo interiore e quello esteriore.

Gurdjieff parla della sostanza e della personalità in ognuno di noi, di cui la prima è quello che è vero in noi. In altre parole, è ciò che io ho trovato sui nostri palmi, delineato dalla forma, linee, monti e segni.

Invece la personalità sarebbe in uomo ciò che non è suo, che gli è arrivato da fuori, ciò che ha imparato ad essere e che incontro ogni volta quando parlo con la persona alla quale analizzo le mani. Non manca mai ciò che essa pensa di essere. E quasi sempre manca la consapevolezza di ciò che effettivamente si è.

 Il Destino 

Spesso mi sono posta la domanda se il destino esiste.

Le mani lo indicano, molto spesso, ma la maggior parte delle persone che ho analizzato è separata dal proprio destino e vive solo sotto l'influsso del “Caso”.

Il “Destino” va inteso come “senso della vita”. E' necessario sviluppare la propria unicità, non l'immagine di se stessi, per compiere il proprio destino.

Pure Marx parla della emancipazione umana, indicando la rivoluzione politica come limitata in quanto rivoluzione sociale e non ancora rivoluzione umana, che sarebbe trovare il senso della propria vita e dell'esistenza che non si esauriscono nella sfera sociale.

Se una società determinasse, definisse ed esaurisse l'essenza dell'uomo, vorrebbe dire che non ci sarebbe bisogno di nessun cambiamento sociale in quanto l'uomo si sentirebbe soddisfatto. Ma l'uomo non lo è mai.

Conoscendo la natura umana, posso dire che l'uomo difficilmente si accontenta. Quando ha il potere, per esempio, deve andare ancora avanti. Anche se il potere logora proprio chi lo ha. Lo consuma fino in fondo. Fermarsi è come perderlo. E' una questione di energie. Riguarda proprio la questione della trasformazione delle energie.

Benestare” al posto di “Benessere”

Spostare la produzione nei paesi di “transizione”, dove la mano d'opera costa meno è chiaro segno dell'incapacità di accontentarsi, di darsi un limite. Proprio questo toglie il “benessere” alle società occidentali. L'occidente chiama così il proprio “benestare”. Non per caso!

Questo ci fa vedere che l'Avere “ricopre” anche l'Essere, nell'obiettivo principale della vita dell'uomo nelle società occidentali.

Non per caso, nel capitalismo il successo si misura con i soldi. Ma l'uomo diventato l'oggetto non è più capace ad ammortizzare lo stato di miseria, perché privo del senso (soldi) che “l'avere” dava alla sua vita.

Nel momento in cui si superano le frontiere del “Limite” che l'uomo per la sua natura ha, inizia la creazione di un nuovo tipo di energia, al contrario. Inizia l'inversione di marcia, per così dire. Un implosione. Si crea una specie di “Catena di sant'Antoniodel capitalismo. Più si va avanti più si indebolisce il sistema. Alla fine si finisce per dire che “si poteva fare qualcosa di meglio”. Si può sempre fare di meglio.

Non perché il capitalismo fosse un sistema sbagliato, ma perché poggia sulle debolezze umane, alla base delle quali ci stanno la Vanità ed Egoismo.

 Il cambiamento 

E' molto difficile poter guardare il cambiamento nel momento in cui succede. Non importa se il cambiamento ha le proporzioni mondiali. Tanto la nostra capacità di capire ha bisogno di un qualcosa di definito per poter trarre delle conclusioni. Come dire, provare a catturare l'energia mentre evolve e cambia forma. Difficile.

Ed è proprio questo che l'immagine che mi è apparsa, di Tito che dona a Obama la sua gamba, mi ha permesso di notare.

Così ho potuto vedere che sta nascendo una nuova dimensione storica: libera auto-organizzazione delle persone, che in questo momento si sta svolgendo sotto gli occhi di tutti noi. Un atto “rivoluzionario” che non prevede l'uso dei metodi democratici da parte delle persone arrivate per l'inserimento nel mondo occidentale e nella sua attuale organizzazione, ma prevede la sua distruzione, usando tutti i vantaggi che essa offre per favorire il proprio bisogno primario. Ho visto questo.

 Il tempo delle rivoluzioni personali 

E l'astrologia ci aveva avvertito! Il 26 di Novembre del 2008, il Plutone è entrato in Capricorno. E' iniziata la rivoluzione al livello planetario! Quello che abbiamo seminato, quello raccoglieremo. Noi, non i nostri figli, come succedeva nelle generazioni precedenti. Ora siamo noi sia a seminare sia a raccogliere! Fai e spera!

Gli indizi sufficienti ci sono. Plutone rimarrà in Capricorno fino al 2024. Ci aspettano gli anni di cambiamenti, nel mondo occidentale sopratutto. Non sarà facile, per niente, perché siamo solo nel 2009!

Stiamo assistendo alla morte dei vecchi sistemi e i vecchi modi di essere. Molti di noi non potranno vederlo fino in fondo, perché ci attendono gli anni di grosse perturbazioni, collassi, messe in piedi e cadute, ma molti potranno veder nascere una nuova alba dell'essere umano.

Si gioca una partita che richiederà non più le destre e le sinistre, ma le nostre capacità, la nostra voglia di ESSERE, il desiderio di dare un senso alla vita. Nascono i nuovi modi di organizzazione tra gli esseri umani, che non prevedono più le vecchie frontiere di comunicazione e di scambio. Compiere il proprio destino non sarà ancora per molti secoli possibile a tutti, ma a molti sì.

Poiché io credo nell'evoluzione dell'essere umano, scrivo anche questo articolo e lo pubblico. Se prima si doveva stare in ombra e fare il cammino difficile, ora c'è l’obbligo di rendersi visibili.

Ho il compito di sottolineare l'esistenza di una strada importante.

 Evoluzione del genere chiamato “umano” 

A patto che alla donna sia restituito il ruolo che la natura le ha destinato: pari all’essere di genere maschile. Per far sì che riesca il cambiamento, l'evoluzione dell'uomo, è assolutamente indispensabile che alle energie, al livello conscio, sia restituita la pienezza. Evoluzione non potrà esserci senza la donna. La prevalenza del principio maschile si vedrà ogni volta che accadrà la violenza, ogni volta che per un motivo qualsiasi una donna non potrà esserci perché il mondo maschile “non lo aveva previsto”. E dovrà prevederlo! Perché non potrà chiamarsi Democratica nessuna società che ha allevato un maschio violento nei confronti della donna. E non potrà chiamarsi umano il genere che cammina a due zampe, mentre la sua coscienza e la consapevolezza camminano ancora a quattro.

Perché essere anche donna, non solo maschio chiamato “uomo”, è conditio sine qua non della sopravvivenza del genere umano. E noi non ci siamo ancora.

Dicevo prima che ciò rende il socialismo tale è il fatto di essere rivolto verso l'uomo e il suo progresso, verso lo stesso standard per tutti. E se sotto “l'Uomo” continua ad essere inteso solo il genere maschile, di che socialismo vogliamo parlare?

Non per caso Tito nel mio “flash” dava la gamba ad Obama. Nella Jugoslavija di Tito noi donne siamo cresciute in una totale uguaglianza con il maschio-uomo. La democrazia occidentale nelle nostre varie disgrazie nazionali (ex-Jugoslavija) ci ha portato non solo la “democrazia dell'avere”, ma anche l'idea della donna come oggetto. A Belgrado c'è una via che ormai chiamano la “silicon valley”, per via delle tette di silicone.

Povero Cristo, pure lui mi viene in mente. Si è alzato dai morti ed è prima apparso ad una donna, per dare un segno. Secondo me, ora, vedendo tutto sto casino ha perso la voglia di noi. Magari la sua unica consolazione, anche se magra, è che la Madonna la vedremo tutti. Chi prima, chi poi!

E la gamba di Tito? Chissà... Magari gli Americani e gli Inglesi diventeranno i proletari, l'Europa diventerà la Jugoslavija, solo in grande, e Marx cambierà il canale intergalattico, per vedere cosa succede nel 12mo pianeta, scoperto da Zecharia Sitchin. Però, vedere l'altra notte il Monsignore Milingo con la moglie, al Night di Chiambretti, quasi non mi sembrava vero. Che dogma. Che divertimento...

Data: 2009-01-31 Ora: 00:54:50

Tito a Obama: prendi questa gamba...
 

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