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Sincretismo PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Mercoledì 20 Agosto 2008 09:17

SINCRETISMO

Siamo sicuri che tutto ciò che guardiamo sia proprio così come lo vediamo noi? Ci siamo mai posti la domanda cosa è che non vediamo? Tendiamo sempre di guardare le cose nello stesso modo. Proprio da lì che bisogna partire per cambiare qualcosa. Per questo motivo due tappe saranno fondamentali per noi. Una riguarda la presunta dimensione sincretica della religione serba e l'altra la desacralizzazione.

Hrist 

Al sincretismo, come una dimensione della religione serba, è arrivato uno dei più grandi ricercatori e storici di religione, Veselin Cajkanovic. Per lui i contenuti pagani si sono mescolati con quelli del cristianesimo. Sarà andata proprio così? Ricordiamoci il significato della parola:

Sincretismo può essere considerata qualsiasi tendenza a conciliare elementi culturali, filosofici o religiosi eterogenei appartenenti a due o più culture o dottrine diverse. Il termine è applicato soprattutto nella scienza e storia delle religioni, in cui indica quel complesso di fenomeni e concezioni costituite dall'incontro e dalla fusione di forme religiose differenti. (Wikipedia)

Mi sono posta la domanda perché si sono salvati i contenuti pagani della religione popolare serba. La risposta che ho compreso è perché avevano dato l'unità e la continuità alla cultura popolare e alla tradizione dei serbi. Cambiavano le realtà socio-economiche, ma le vecchie usanze e credenze sono rimaste.

Sveti SavaDunque, se il paganesimo è sopravvissuto è perché c'era un buon motivo. Ha saputo dare le risposte valide alle situazioni critiche. Queste situazioni riguardano quanto la vita reale, terrena, tanto anche le situazioni limite, come la nascita o la morte.

Le diversità locali nell'applicare i rituali, che sottolineavano l'identità culturale locale, costituiscono la particolarità nazionale del popolo serbo. Proprio grazie alla loro forte identità culturale, l'arrivo del cristianesimo non è stato un rimpiazzare la religione esistente e nemmeno una fusione con essa. La cristianizzazione ha portato più che altro all'unione culturale e all'unione statale. Ricordiamo che uno dei primi stati dei serbi, Raska, era creato nel 7 secolo. Mentre l'unione, cresciuta con il cristianesimo, è arrivata intorno al 9 secolo ed è stata grande. Intanto, tutti i popoli slavi parlavano ancora la stessa lingua fino al 10 o 11 secolo.

In qualche modo si potrebbe dire che i serbi sono cresciuti in Cristo! Nel 1219 i serbi fondano la propria Chiesa Ortodossa Autocefale. La sede dell'arcivesovado era a Pec nel Kosovo e Metohija. La capitale dell'impero serbo era a Prizren (sempre Kosovo e Metohija). Percorriamo velocemente gli avvenimenti. Nel 1389 ci fu la famosa Battaglia del Kosovo, dove i serbi furono sconfitti dai turchi e caddero per lunghi 500 anni sotto il loro dominio. L'arrivo dei turchi e la perdita dell'indipendenza, significarono per i serbi la distruzione dell'organizzazione parrocchiale, sopratutto con la prima Grande Migrazione dei serbi (più di 100.000 serbi si sono spostati nella Monarchia asburgica) avvenuta nel 1690 sotto Arsenije III Carnojevic.

In seguito all'arrivo dei turchi e alla conversione degli albanesi all'islam, che erano presenti sul territorio in 80 vilaggi (ma in nessuno erano la maggiornaza), organizzati in piccole tribù, e al servizio dei padroni turchi, gli albanesi si misero a perseguitare violentemente i serbi. Così, per i serbi arrivò una catastrofe demografica, perché diverse volte tentarono di liberarsi, ma senza successo, e le rappresaglie da parte degli albanesi e turchi erano terrificanti. Ma questo non è il tema del mio articolo, anche se merita di essere ricordato sotto la vera luce e non quella che tenta di distorcere i fatti. Tanto, senza fare commenti, guardiamo la disposizione delle chiese e dei monasteri serbi in Kosovo e Metohija.

 

Le chiese e monasteri serbi in Kosovo
Le chiese e monasteri serbi in Kosovo
 

Qui, nota d'obbligo: senza questa digressione su un tema molto attuale, non possiamo capire quanta sofferenza e violenza aveva patito e subito il popolo serbo nella sua travagliata storia, cercando di difendere la propria indentità ed integrità fisica. E questo impegno di difendere la propria libertà è l'impegno assunto da ogni generazione, perché c'è sempre qualche potenza di turno a fare la propria storia "passando" per la casa dei serbi. La mia generazione aveva creduto che sarebbe stata la prima a non vedere la guerra. Ci siamo sbagliati. Non avevamo fatto i conti con la realtà dell'Occidente e i suoi limiti, delineati dalle ragioni economiche e politiche. A questo punto mi domando se non ci toccherà vedere qualcosa di molto peggio. Ma anche di questo parlerò più avanti.

Santi Guerrieri 

Il cristianesimo, dunque, che aveva contribuito alla nuova forma religiosa e all'organizzazione statale serba, per quanto riguarda la sua sostanza, aveva in un certo senso trovato la sua conferma nelle similitudini e nei punti equivalenti del paganesimo, senza nulla togliergli. 

Affrontando questa crisi esistenziale e spirituale, dove bisognava sopravvivere fisicamente, salvaguardando l'identità nazionale e culturale, ai serbi non rimaneva altro che praticare le usanze della propria religione. Attraverso il mito e il culto e le pratiche come Krsna Slava, dove ogni famiglia festeggia il proprio santo protettore (la mia famiglia è protetta da San Giovanni Battista), il popolo serbo ha saputo preservare l'identità culturale, la propria unità e la continuità. La cristianità, oltre l'unione di tutti i serbi, ha significato anche l'appertura di una particolare dimensione spirituale dei serbi.

Tra antichi miti, c'era uno che in modo particolare ha dato ai serbi una forza destinata a superare i tempi. Si tratta di Santo Sava, che da giovane scapò a Monte Athos dove divenne monaco e quando anche il suo padre Stefano Nemanja decise di diventare monaco, insieme costruirono là il monastero Hilandar. Grazie a Sava i serbi otennerò la Chiesa Autocefale e Sava fu il suo primo arcivescovo nel 1219.

Santo Sava 

La leggenda narra che Santo Sava durante la costruzione di Hilandar, fece un patto segreto con Dio, che avrebbe protetto il popolo serbo e il suo cuore Kosovo, e punito i suoi nemici. Ecco perché si dice che ogni guerra di aggressione ai serbi finisce con la caduta del nemico e la perdita del suo potere, per quanto grande esso possa essere, sarebbe destinato a non riprendersi mai. 

Se leggiamo, attraverso il mito e questa leggenda la storia dei serbi, possiamo notare che in ogni caso rimane la caratteristica particolare dei serbi il loro essere singolari. Persino all'interno, dal punto di vista culturale, tra i serbi stessi si sottollinea la diversità, non ciò che è uguale o simile. La famosa storia sulla totale mancanza d'unione tra i serbi ha qui le sue origini e non è altro che un grosso abbaglio. I serbi sono uniti nella loro diversità! Se c'è qualcosa che può irritare gli altri è proprio questo: ogni Serbo è la Serbia, dal punto di vista culturale, e nello spirito i Serbi si considerano un "impero" di Cristo, dunque: spirituale! 

Ed è proprio per questo che i serbi sentono di poter influenzare gli avvenimenti della vita. Il mondo terreno e quello divino, si sono mescolati, non le fedi. Cristo ha aperto la porta dei cieli agli uomini. Ma per arrivarci, bisogna prima passare per la terra della spiritualità e la scala è tutta in salita. I serbi si sentono liberi di vivere la dimensione terrena usando diverse pratiche magiche nell'affrontare le forze naturali e sovrannaturali, e lo fanno con nemmeno minimo dubbio nella volontà di Cristo. Ci sono tre modi per farlo: quello della gente semplice (il sapere tradizionale), quello della gente capace di affrontare le sfide di vita e quelle spirituali in modo in cui lo fa Giobbe (nella spiritualità) e quella che fanno i monaci (nel "perdersi" in Cristo). Il mio compito è di mostrare ciò che avviene nella dimensione terrena, quando si affrontano le sfide concrete della gente semplice, dove "abita" la tradizione.

Ecco il perché di quella legenda che narra quanto a Dio potevano piacere i serbi da impegnarsi di proteggerli. Essi garantiscono che nulla potrà soggiogarli. Garantiscono l'autenticità nella totale libertà. E se mai Dio avesse bisogno di qualcosa, magari sarebbe quello di un popolo che non ha bisogno di imporre agli altri le proprie certezze o di salvare l'anima di qualcun'altro, dimenticandosi della propria.

Per questo motivo non si potrebbe parlare di sincretismo, ma la porta ad esso comunque rimane aperta, perché ad uno sguardo ridotto del pensiero attuale non rimane altro da scegliere se non il sincretismo. 

 

 

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