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Santa Petka PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Martedì 27 Ottobre 2009 07:20

Santa Petka e la musica di Bregovic' - tutto cibo per l'anima

27. e 29. ottobre 2009.

Ierisera (il 29 ottobre) sono stata al concerto di Goran Bregovic, al teatro Arcimboldi, a Milano. Era come mi aspettavo, concerto diverso da quello precedente, dove si è sentito (ma anche visto) che Goran sta faccendo diverse ricerche, spaziando dal canto popolare ai canti della musica spirituale serba. Comunque sia, non ha deluso le aspettative di chi ama la musica delle orchestre, che noi chiamiamo "Trubacki orkestri", quelle con le trombe, per intenderci. Il sangue bolliva colpito da quel miscuglio dei suoni creati dalle voci femminili e maschili (stupendi entrambi), della piccola orchestra con gli archi e le trombe, più un tamburo e la chitarra elettrica.

Uscendo me ne sono accorta, parlando con gli amici, che il mio italiano facceva fattica ad essere fluido, come lo è di solito. Riflettendo, mentre tornavo in macchina, ho capito che uno può imparare mille volte qualcosa, quando si trova nelle condizioni "base" del proprio insegnamento, fa un "reset" dove tutto sembra tornare alle origini. Perché questo pensiero? A me è bastata la musica di casa mia per farmi "tornare alle origini". Grazie a questa precisa esperienza, ho capito che l'articolo su Santa Petka, che avevo pubblicato due giorni prima, mancava d'introduzione. Quella che dovrebbe aiutare, chi non ha il pensiero "serbo" alla base, a capire fino in fondo le impostazioni spirituali del mio pensiero su questo tema, ma non solo mio.

In Serbia non è neccesario essere religiosi o credenti per festeggiare un santo! La spiritualità è nel popolo! Esempio di Sveta Petka lo dimostra. Lei è festeggiata in primis dalle famiglie che hanno lei come la loro "santa protettrice", ma anche da tutti gli altri. Per esempio, la mia famiglia, i Brkljac, non importa su quale continente vivono diversi nuclei famigliari che portano questo cognome o da chi sono composti, festeggiano San Giovanni Battista. Ma festeggiamo anche diversi altri santi, come Santa Petka. Così ogni altra famiglia a seconda del cognome che porta, ha un suo santo protettore, senza dimenticare gli altri santi ai quali desiderano rivolgere il proprio pensiero spirituale. L'unica curiosa differenza sono i zigani, che tutti, come popolo, a prescindere dal cognome, hanno un solo santo protettore, San Giorgio (Djurdjevdan - e anche una canzone di Bregovic, da non perdere!).

Ecco qui il video con la canzone "Djurdjevdan" che in zigano si chiama "Ederlezi".

 

Dunque, non è necessario essere ne regliosi ne credenti. Allora, come mai uno festeggia un santo degli altri? Semplice. In Serbia esiste un legame, che io oso chiamare "genetico", con il proprio passato, attraverso la spiritualità, che ci permette di conservare in maniera naturale ciò che l'intero popolo considera importante. Non esiste la fissazione con il passato, ma l'amore per ciò che in fondo noi siamo. La nostra cultura è anche la cultura spirituale di ciascuno di noi. La musica, maestralmente rappresentata da Bregovic, è nelle radici di ognuno di noi. Le culture altrui ci arrichiscono, aggiungono qualcosa a quello che siamo già, ma non sradicano nulla. Per dire, non c'è "lo straniero" o "la democrazia" importata che cambierà la cultura di nessuno di noi, chi la cultura ce l'ha nel DNA e che non va confusa con l'educazione scolastica o religiosa. Questo ci permette di vivere il legame con la propria cultura da dentro. Santa Petka e Goran Bregovic' con la sua musica, nutrono la mia anima. Trovo bello tutto cio' che e' diverso da me perche' amo cio' che sono. Le diversità sono solo la fonte delle nuove richezze. Ecco perché era bello vedere ierisera non solo uno spettacolo di qualità sul palcoscenico degli Arcimboldi, ma vedere anche un pubblico generoso, come quello italiano, capace di mostrare la propria apertura mentale, culturale. L'articolo che segue e che racconta la storia di Sanata Petka, non è "l'esaltazione religiosa", ma una piccolissima nota di un "canto" culturale che dimostra un altro modo di vivere la propria cultura. Ora si può capire perché noi diciamo che "dovunque si trova un Serbo, si trova anche la Serbia".

Santa Petka - l'acqua della vita

Sveta PetkaSanta Petka è una santa del popolo serbo, dunque cristiana ortodossa, e proprio oggi tutti i Serbi la festeggiano dovunque si trovino. E' rispettata anche da molti altri popoli, quelli del Mediterraneo e intorno alla Serbia. Qual'è la sua importanza che va oltre la dimensione religiosa, che non richiede spiegazioni, ma va bene conoscere?

Di origini serbe, naque circa 1000 anni fa vicino l'odierna Istanbul, in Turchia. Il nome che porta, significa "Venerdì", perché il suo corpo fu trovato proprio quel giorno. Nel 1396 la contessa serba Milica (leggi: Miliza) chiese il permesso al sultano Suleiman di portare le sue spoglie a Belgrado dalla Romania (dove si trovavano dopo diversi spostamenti) e la sepelì nel Kalemegdan (la città fortezza di Belgrado). Quando il sultano conquistò Belgrado prese le sue spoglie e le portò ad Istanbul. Certo, la storia di questa santa è lunga e il suo strano destino di spostarsi sia da viva sia da morta, contesa da tutti, incuriosisce, ma ci sono diversi motivi perché la festeggiano in tanti. Lei è la santa che dona la salute.

Chiunque si avvicina a lei con la fede e beve l'acqua dalla fonte, che si trova nella piccola chiesa di Kalemegdan, può sperare nella guarigione. Santa Petka dona la salute sia al corpo sia allo spirito. La chiesa si chiama "Ruzica", che significa "la piccola rosa"(sotto ci sono le foto della chiesa fotografata in varie stagioni).

La leggenda narra che dopo che il suo corpo fu portato via dal sultano, dal luogo dove si trovava sgorgò l'acqua, che presto si scoprì l'acqua santa perché fece guarire molte persone.

Crkva Svete Petke

Parlavo di un'altra dimensione, oltre quella religiosa, perché riguarda la legge dello spirito e degli uomini: nella lontana storia dell'umanità gli uomini vivevano nella dimensione spirituale verticale, che comprendeva anche la capacità di portare con se, lungo il percorso storico, anche la devozione verso chi ha dato l'esempio giusto per la vita di tutti i giorni e chi dopo la morte ha dato la prova che vivere in quel modo "ripaga". Oggi, invece, si vive nella dimensione orizontale, che ha poco a che fare con la spiritualità, dove Dio è Denaro e dove la storia è solo ciò che facciamo oggi, mentre quello che c'era fino ieri "non serve a nulla". Così, riportando il ricordo di Sveta Petka ai miei amici, alle persone care e ai navigatori "per caso", invito tutti a visitare un giorno la Chiesa "Ruzica" a Belgrado, bere l'acqua dalla sua fonte e, guardando dalle mura di cinta i fiumi Sava e Danubio, riportarci le sensazioni vissute.

Crkva Rizica Kalemegdan

Personalmente considero questo giorno il giorno d'inizio di una nuova fase, piena di fiducia non solo in me stessa e nel mio operato (editoria online con "Ovis Nigra", creazione dei siti internet con "Tesla Lux Team", ricerca scientifica nella sfera delle scienze "alternative" con lo "Studio di Ricerca Sperimentale Umanistica", scrittura e pubblicazione dei miei nuovi libri), ma anche nell'amicizia, nel pensiero positivo, nella volontà di combattere insieme ad altri, usando la propria positività e la creatività come "arma" per introdurre altre "certezze" in un mondo dove tutto è relativo ("può essere ma può anche non essere"), perché governato dal solo principio maschile, in cui gli uomini si sono ridotti ai semplici "portatori di fede nel Vitello d'Oro" e che osano chiamare "la democrazia":

  • dove la vita umana ha un prezzo,
  • dove la donna è un oggetto e non rappresenta un principio alla pari con quello maschile,
  • dove "Avere" ha sostituito "Essere", rappresentato proprio dal principio femminile e
  • dove la forza fisica (maschile) prevale sulla forza spirituale, che nasce dall'unione con la "forza" femminile
  • dove la Natura è qualcosa "fuori" dall'uomo e non la sua parte integrante,
  • dove la Terra non è un Essere Vivente (come lo crede il popolo serbo e molti altri), ma semplice "materia da conquista e sfruttamento",
  • dove altri esseri viventi, mucche, pecore, tutto ciò che respira e cammina su due o quattro zampe è considerato senza anima e dunque "comestibile" e
  • infine, dove la vita ha una sola dimensione, quella orizontale, così che né la storia, né la spiritualità, ma la sola materia, ciò che possiedi, può "misurare" il valore dell'Uomo.
  • Ci hanno preceduto molte civiltà di "materia e teconologia" e di loro ci testimoniano solo i monumenti in pietra. Anche noi possiamo "toccare" oggi questi resti, ma vogliamo davvero finire come loro? Così com'è oggi, il nostro Sistema non è altro che il Sistema di Morte. Se continueremo con la sola materia dobbiamo sapere che siamo già morti, ma non lo sappiamo ancora. Oltre la testimonianza della loro "grandezza" incisa in pietra, le antiche civiltà ci hanno lasciato anche il monito di osservare ciò che solo l'occhio interiore può vedere! Io ho imparato a leggere i loro segni e ho deciso di usare il sapere "conquistato" per raccontare la vera Strada degli Umani, perché coincide con gli insegnamenti del mio popolo. Quella dove non solo l'uomo si è eretto su due piedi, ma anche il suo DNA, il suo Spirito, e dove solo ciò che chiamiamo l'Anima può "misurare" l'operato dell'Uomo e l'Uomo stesso. Dove si è felici prima di tutto per quello che si è e non per quello che si "ha", perché "avere" riguarda le necessità fisiche e "fabbisogno" di tutti, mentre "essere" riguarda le nostre potenzialità umane e, grazie a queste, la crescita della nostra civiltà.

 

Chiesa Ruzica d'inverno

 

Santa Petka
 

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