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Un sogno di notte scorsa PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Giovedì 17 Febbraio 2011 21:15

Ho sognato: un uomo, una donna e due invisibili

I miei sogni sanno essere strani, ma belli. Stranezza? Riesco sempre capire a che cosa si riferiscono e se voglio scriverli su, ci penso sempre bene. Perché i sogni devono essere letti nella realtà. Se sopravvivono le impressioni, se si sente la positività, allora vanno raccontati. Questo aveva un finale brutto nella notte, ma con il giorno mi aveva scoperto la speranza e la positività, che va trovata!

Era buio... ma si vedevano i fiori... su un terazzo... Poi c'era una casa, relativamente grande, un atmosfera invernale, sapete com'è quando c'è del freddo e le persone si ritirano in casa e al caldo. Vedo una tenda muoversi, vedo due presenze e una sagoma. La quarta arriverà dopo. Tutto si svolge nel buio e sembra all'alba o al tramonto. Non so perché. Sul tavolo la mappa. C'è la Francia e un piano. Due si guardano. Un uomo e una donna. Lei era li ad aspettarlo. Era rimasta in casa per diversi giorni. Così che nessuno potesse notare la sua presenza.

Un piano dell'uomo ferito

Perché c'era un piano. L'uomo aveva pensato bene a tutto. Nel suo cuore si celava la vendetta, mescolata con l'odo e a tratti ciò che lui credeva l'amore. Sì, lui credeva che amava profondamente, ma lui non era mai amato e non sapeva come dare l'amore. Ma lui aveva un profondo bisogno d'amore. Tanto da perdere la persnalità che non aveva, fusasi, lasciata nelle mani di una donna, che lui credeva "l'amore della sua vita". Ma lui, lui non sapeva amare e non è stato amato. In lui c'era un buco nero. Ed è scivolato dentro. Un giorno il buco nero l'ha inghiotito. Ora aveva un solo filo per risalire nella vita: l'odio. L'odio per non essere stato capito, per essere stato derubato da un sogno al quale aveva dato tutto se stesso, che non c'era. Lui non c'è mai stato! Come? Perché lui è una sagoma.

Io vedo la sagoma. Anche la donna, con la quale lui parla è una sagoma. Anche lei non c'era. Ma la sua è un altra storia. Lei ha un forte bisogno di sentirsi madre, sua madre, una madre, madre forte, madre, finalmente. Ora lo diventerà, come Giovanna D'Arco, lei ha una missione. La sua missione è ancora tutta da compiere. Lei salverà due vite, che rischiano di sprofondare nell'insensibilità di un mondo crudele, "dall'ingiustizia morale, umana", dice lui alla donna che lo segue con lo sguardo incantato. Sul tavolo ci sono delle mappe e un taquino a quadratini dove lui aveva abozzato qualcosa con minuzia.

Un piano pensato e ripensato mille volte. Lui da tempo ci pensa. Ha iniziato a pensarci durante una bella vacanza sull'isola. Proprio durante quella vacanza ha avuto l'idea. "Io ti punirò! Tu pagherai per la tua crudelta!" Dentro di lui rieccheggiavano queste parole che diceva alla donna che stava nei suoi pensieri, come una ossessione. La donna immaginaria non rispondeva! Lei non lo sentiva ne prima, ne mai. Ma lui si vendicherà! Ora sa come fare. L'idea l'ha pensata bene, nei minimi dettagli e preparato il terreno con intelligenza. Poi, una volta tornati a casa non c'aveva pensato più. Ma l'idea andava via e tornava, acquisendo sempre la maggiore forza. Non voleva scrivere le parole, ma disegnava i quadratini e le linee a finaco. Solo lui sapeva cosa significavano. Con la donna, che ora stava seduta davanti a lui, si conosceva da anni. Erano simili per certi versi. Lei per lui sarebbe andata dovunque. Ora glielo dimostrerà! Lei farà per lui un gesto estremo: porterà in vita il suo piano! Proprio così! E lui deve finire il suo compito. Lui deve punire! Il suo compito, la sua ossessione, era la punizione. Perché devono smetterla una volte per tutte a privarlo d'amore. Lui non lo vuole più tollerare e non riesce più a sopportarlo.

"Non devono sapere la verità"

Il suo gesto che sarà incompreso, pensò lui, ma ha un motivo nobile, sì. Lui farà tutto quanto per salvare altre due vite. Ecco cosa deve fare lui. La donna, protetta dalla notte esce, per reccarsi nel luogo segreto e preparare tutto. Perché lui verrà da lei, per strappare due vite alla crudeltà del mondo in cui vivono. Ci sono moltissime storie che lui aveva trovato in conferma del suo piano. Lui sa cosa deve fare! Lui è certo, sicuro della sua decisione. La donna lo sostiene. Perché questo piano dell'uomo è anche il suo, lo condivide, ci crede, è dentro. Donna è andata via. Ora anche lui deve preparare il resto, secondo il piano. Lui prima deve guadagnare il tempo e arrivare al luogo prestabilito. Tutto va secondo i piani. Arriva alla cittadina non lontano e consegna alla donna due vite da custodire. E poi riparte. Il dolore lacerante lo assale. Ma dentro di lui l'idea di aver salvato due vite lo rinvigorisce e pensa alla vendetta. Lui ora farà il più importante gesto della sua vita, un gesto eroico! Mentre pensava così, i chilometri si sfilavano come il filo di una vecchia calza che tra non molto scoprirà un piede nudo.

Lui va giù, più giù, ma non smette di pensare: "no, non qui". Poi va ancora avanti: "no, non qui, non ora". Deve pensare ancora, deve capire. Ma ormai è tardi, lui lo sa. Ma la vita in lui non si arrende.

"No. Non mi freghi", pensa l'uomo.

"Io so che sei tu, tu mia stupidità che mi vuoi sconfiggere, ma io sono stato già sconfitto da te. Ora no!"

L'uomo lotta con questa voce orribile. Lui la conosce, si è intromessa così spesso nella sua vita, durante il suo bellissimo matrimonio con la donna che adorava, ma che l'ha tradito, che ha moltipilicato per zero il suo dono d'amore. "Ora è tardi. E' finita. Vado a Napoli." Poi ci ripensa, no, non dove c'è tanta gente. Non sapeva perhé associava la ressa al Napoli, ma qualcosa gli diceva che deve avere pace per potersi concentrare a andare lontano. Sa di doversi allontanare, far perdere le proprie traccie, dando così la forza al suo piano e confondere. Confondere tutti, sopratutto lei. Vede già la sua faccia adolorata, ma vuole che lei soffra prima di gioire. E deve soffrire nel profondo, come lui.

Sentiva fame, era freddo, doveva riposare. Decide di fermarsi in una trattoria. Ha già fatto tutto. Prenderà un treno e andrà ancora giù, giù, giù. Ma si ferma, non ce la fa. Allontanandosi sempre di più, sentiva che gli si spezzava il cuore. Pensieri si accavalavano e non poteva resistere ancora a lungo. Lui ha fatto il suo compito. Da ora in poi ogni attimo è buono. Lui deve andarsene. Deve fargliela pagare, farla soffrire a lungo, come ha sofferto lui. Deve impazzire. "Ti colpirò dritto nel cuore". Con il pensero torna per l'ultima volta a casa sua ancora avvolta nel calore dell'amore perduto. "E' finita. E' finita", ripete l'uomo. Guarda verso "casa", sorride alle due vite che aveva messo in salvo, lontano da "lei". "Che abbia l'inizio la Vendetta", fu questo l'ultimo pensiero dell'uomo, ormai complettamente avvolto dal buio. Il fischio del treno in corsa, assordante, colpi le sue orecchie. Il buio si spaccò, aprendosi come il melograno, e i chicchi rossi del suo pensiero si versarono sulle rottaie. Suonò il telefono.

Un sogno di notte scorsa
 

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