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Nelle grinfie del male PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Sabato 16 Ottobre 2010 09:29

Nelle grinfie del male

Energumeno

Ho passato davanti alla televisione tutta la notte per guardare il bellissimo evento in Cile, il salvataggio dei minatori che sono stati intrappolati nelle viscere della terra. Ma non poteva tutto essere proprio bello bello in quelle 48 ore, nelle quali si potrebbe racchiudere tutto. Perché di questo ci avrebbe pensato il Male, con tante sue sfumature e la capacità di annidarsi dappertutto.

Come, per esempio, in Genova dove doveva svolgersi la partita tra l'Italia e la Serbia. Ma ci hanno pensato i cosiddetti "tifosi ultra serbi", perché tutto andasse storto. La partita era un evento sportivo, naturalmente, ma è stato strappato allo sport e a tutti noi.

Purtroppo oltre i danni la beffa! Come, chiederete voi?

La partita Italia vs Serbia

Basta guardare i titoli degli articoli usciti nei giorni successivi per capire perché! La logica della semplicità e di conclusioni scontate regnava sovrana dappertutto. Mi sono ricordata i tempi lontani quando ero arrivata qui e in televisione come un mantra sentivo la frase "i serbi cattivi". Oggi, sentendo ancora una volta della "cattiveria" dei serbi, avrei un pensiero diverso da offrire ai fautori della "logica semplicistica".

Difesa di Genova

- Quel tale Ivan Bogdanov, come primo NON E' SERBO! Avrà pure il passaporto della Serbia, ma ne per nome, ne per cognome in se ha qualcosa "di Serbo", ma "in serbo" ha solo la violenza. Come primo si sarebbe chiamato: Jovan Bogdanovic! (Alcuni giornali hanno tentato di "battezzarlo" serbo aggiungendogli "ic" alla fine del cognome, ma il tentativo non servì poi, perché le voci contro "i serbi" erano talmente unisone, che non c'era bisogno d'insistere). Come se non avessimo già abbastanza dei "nostri tifosi" violenti. Da dove arriva questo essere? Probabilmente qualche avanzo delle varie migrazioni e della famosa ospitalità serba, che ora si rivela una bella fonte dei guai. Perché se questo era convinto di essere "serbo", tatuato fino ai denti con i vari simboli che sanno d'insanità, abbiamo due possibilità. O sta poco bene mentalmente o è talmente emarginato, che abbinato tutto alla scarsa cultura (leggi: ignoranza), crea un ottimo campo per dare "servizi" agli "ideologi" di turno, o le forze che "amano" la Serbia tanto da cercare di distruggerla, come vari guerrafondai, soldati del narco-traffico o "missionari di pace". 

IO SONO SERBA!

- Poi, IO SONO SERBA! E non credo che posso accettare che mi "rappresenti" un energumeno del genere! Ne me, ne il paese dal quale provengo. Lo dico anche perché non bisogna permettere mai al MALE di rappresentarti e di impossessarsi della TUA immagine. Mai come nella notte dei disordini ho avuto tanta possibilità di provare di non essere sola in questo pensiero. Mandavo ad un amico di Twitter le informazioni sui fatti di Genova ed è bastato un solo suo re-tweet che da questo Social Network di nome "Twitter", uscissero i giovani Serbi contrari ed indignati quanto me, dando l'inizio ad una delle mie più belle e confortanti esperienze riguardo le "nuove tecnologie". Quanto ero orgogliosa di sapere che l'oscurità che portano l'ignoranza e la violenza, non era riuscita ad infettare la gioventù del mio paese. Informati, perché buoni conoscitori delle nuove tecnologie, disponibili per scambiare le informazioni, non prevenuti, curiosi di sapere. Da loro mi sono arrivate diverse segnalazioni degli articoli usciti in Serbia, come questo:

STRETTAMENTE CONFIDENZIALE: Mafia attraverso il calcio attacca tutto il paese!

"I servizi di sicurezza hanno informazioni secondo le quali Darko Saric sta cercando, dopo gli scontri sanguinosi di Domenica, di causare il caos in tutta la Serbia!"

>>>L'articolo "Mafia attraverso il calcio attacca lo stato" è in serbo, ma basta usare google translator per avere l'idea giusta di che parla.>>>

Devo dire che poi, il mio pensiero su uno che serbo proprio non è, uno che è ignorante e violento a servizio delle "forze del male", ora aveva trovato inaspettatamente una solida conferma. Perché non si può essere qualcuno in NEGAZIONE di qualcosa. Voglio dire, uno non può essere Serbo negando ciò che ci rende Serbi. Possiamo esserlo per la nascita (ma non basta) e per essere la gente di cultura, la gente votata alla spiritualità impostata nelle fondamenta dello stato Serbo fondato da Santo Sava, per esempio.

Darko Saric, narco-bossStando all'articolo, dietro l'attacco al corteo di Gay Pride a Belgrado e gli ignobili disordini a Genova, ci sarebbe un tale di nome Darko Šari?, un narco-boss (ora in fuga), al quale la Serbia aveva rovinato degli affari, che aveva deciso di vendicarsi. Ha pensato bene che fermando la partita avrebbe ottenuto un grande palcoscenico internazionale. Perché sapeva che "i piatti pronti" vanno forte dove la logica semplicistica regna sovrana: "Serbi nazionalisti", "Serbi violenti", "Serbi cattivi". Quale miglior modo se non usare le schiere degli avanzi di galera, che si radunano intorno al tifo deviato del calcio, rivelatosi una fonte internazionale della violenza di vario genere.

Ciò che stupisce è che questo narco-boss sapeva con precisione come "fare la politica". E poi tutta la facilità con la quale gli energumeni sono entrati armati fino ai denti nello stadio!!! Tra l'altro, chiunque viaggia in macchina per i paesi nostri, sa bene che le frontiere ci sono e che li sei soggetto al controllo della dogana. Poi non arrivava una scolaresca dalla Serbia, permettetemi. Bastava vedere le loro facce per dare un allarme a tutto spiano! Invece, nessuno allarmato, nessuno che si aspettava nulla di male, perché con quelle facce possono sembrare "gentil-uomini"? Come mai poi, superate le frontiere con facilità, si entra anche nello stadio con facilità ma DOPO già avvenuti disordini in città e prima della partita? Dove sta la logica? Mi sorge dubbio che fosse sta nel potere di questi esseri e che per questo nessuno osa contrastare? "La mafia spa" che allarga le sue frontiere e diventa anche un "Partito Internazionale"?

Credo che nessuno meglio degli Italiani può capire ciò che scrivo! Perché nessun' altri potrebbe sapere quanto sia fastidioso subire l'identificazione negativa come quella con la mafia, che accadde a volte agli Italiani all'estero. Ma per poter dire di NO a queste identificazioni, bisogna anche dire di NO a questa gentaglia!

Per quanto riguarda invece la mia amata Serbia, spero bene che nessuno li ci sta ad usare "i servigi della mafia", come lo insinua questa vignetta di Marko Somborac.

Vignetta di Marko Somborac

Nelle grinfie del male
 

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