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Mistero sulla Miseria dei Misseri PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Sabato 23 Ottobre 2010 22:49

Teatro dell'Assurdo - ad Avetrana

Non c'è stata una prima di teatro a Belgrado alla quale non ci sono andata. Poi, un giorno e arrivata la guerra, e le tragedie, le commedie, le satire, le opere, i cabaret, le rappresentazioni sacre, sono uscite per le strade. Da allora, tutte le pièce teatrali succedono fuori teatro, nella nostra vita quotidiana. Una di quelle potrei "abbozzare" così.

"C'erano una volta due sorelle Concetta e Cosima. La prima aveva la figlia Sarah, bionda e esile, che assomigliava alla sorella di mamma da giovane, la zia Cosima. Un giorno il marito di questa, "lo zio Misseri", ucciderà Sarah, come dalla sua stessa ammissione". Questa è la storia in breve.

Tutti ci siamo domandati che cosa è che porta alla creazione degli scenari del genere? Una mente malata? Un momento di follia? Un incredibile intreccio delle intenzioni sbagliate con delle scelte sbagliate nel momento sbagliato? Chi scrive poi le cose tanto incredibili? Che tipo di "workshop" è questo? Diabolico, direi. Sopratutto se ci penso come questo caso è "entrato" in casa mia.

Vidi per la prima volta Concetta, la madre di Sarah, durante la trasmissione "Chi l'ha visto", che stava li, pensai, per fare l'appello ai presunti rapitori per liberare la sua Sarah. Sì. Ho questo talento di vedere le cose sempre da un punto, che successivamente si rivela "il punto chiave". Che dire, un talento tutto mio!

Succedeva questo:  Durante la diretta, la madre di Sarah riceveva la notizia sulla uccisione di figlia per mano di Misseri, il marito di sua sorella, stando in casa loro! Una scena spietata!

 

Come "servire la morte" in diretta o la televisione alla Hitchcock

Quel momento in cui la giornalista prende in mano il foglio con la notizia diffusa dall'Ansa e in qualche modo "la serve" sotto il naso della madre di Sarah, pietrificata già di suo, assomiglia molto a quelle famose scene di Hitchcock, che ti fanno venire i brividi molto di più dopo averli visti. Perchè lo scenario si presta a diventare ancora più macabro, se possibile, quando, pochi giorni dopo, salterà fuori che magari proprio lì, ora faccio io "la" Hitchcock, seduta chissà su quella stessa sedia, veniva strangolata la sua Sarah, per mano della figlia di sua sorella Cosima, aiutata dal padre della stessa, Michele Misseri, nonché il marito di Cosima. Questa sarebbe solo un ipotesi. Perché nel frattempo, "lo zio Misseri", con i suoi pianti e racconti, che poi a qualcuno sono sembrati i racconti di "un becchino folgorato", diventato in un secondo momento il complice di figlia, che invece aveva dei "conti in sospeso" con la cugina, voi per un ragazzo, voi per padre che "allungava le mani" sulla povera Sarah, voi perché Sarah era bella e lei sembrava solo una ruota Michelin deformatasi sulla strada rovente delle proprie buggie. Chi lo sa! In questo Teatro dell'Assurdo, gli scenari si muovevano dalla cucina al garage e di nuovo in casa, per poi fermarsi in un Mistero finito dietro le sbarre per i due grandi miserabili, i Miseri dei Misseri. Già, nella scena in cucina i due non ci sono! Non per caso.

Le regole di Chechov

Anton Pavlovic ChechovCome da Anton Chechov: nella scena c'è già tutto! Anche quelli che mancano! Anche loro in qualche modo sono "presenti". Il loro ingresso nella scena si sta preparando! La più vicina alla scena, ma non si vede, è la Sabrina, unica che non è andata con il padre, la madre e la sorella dagli inquirenti. Magari perché non invitata o perché doveva stare lì, "alla regia", e controllare. Perché la parola chiave di tutta 'sta vicenda è la parola "controllare". Chi controllava e che cosa, mi viene da domandare?

I Misseri hanno la lacrima facile! Definitivamente! Perché ne Concetta, ne Cosima versano le lacrime. Sembrano le donne che, come due rocce, la vita aveva già preparato per il dolore, e lì l'elaborazione di lutto parte da lontano, quando nessuno è ancora morto. Cosima una volta doveva essere come Sarah! Doveva essere speranzosa e felice. Ma la vita sembra averle portato via la speranza e la felicità. Essa non frequenta quella scena che si svolge in cucina. Ma l'ha arredata lei. I mobili sono massicci. Tutto sembra "a suo posto", ordinato! Ma non c'è nulla a posto. Lo testimoniano le lacrime facili di "zio Misseri" e di "cugina Sabrina". 

"Lo zio Misseri" e "la cugina Sabrina"

Il primo finisce in galera con la stessa facilità con la quale versava le lacrime. In quella facilità sembra esserci anche la voglia di liberarsi da un qualcosa, che non è il delitto. Lui è l'omicida e nello steso tempo non lo è. Lui piange, ma tenta di controllare la situazione, poi cede, perché in una invisibile lotta tra se, che doveva essere una volta, come quando aveva conosciuto Cosima, sua futura moglie, e se, quello che era diventato. Che cosa era diventato lo si può vedere dai figli! I figli sono l'immagine dei propri genitori, nella loro presenza e nella loro assenza. Chi al meglio rappresenta ciò che lui era diventato se non la figlia Sabrina.

Michele Misseri"Sabrina prese la corda, la girò intorno al collo di Sarah, che stava seduta lì in cucina, dove poco dopo si siederà la sua madre". Solo che intorno al suo collo stringeranno la notizia della morte di sua Sarah, perché Cechov ci insegna che in una scena c'è tutto. L'attrazione che dimostra l'energia vitale spezzata, verso il proprio nucleo cellulare è tale da superare ogni limite, ogni barriera, nel tentativo di tornare. Con la stessa intensità essa "richiama" al luogo dove è stata spezzata. Per lo stesso identico motivo anche gli assassini tornano, tranne nei casi quando nel luogo del delitto essi ci abitano. 

L'anello debole "lo zio Misseri"? Una edizione tarocca di "Zio Vanja" di Avetrana? Non poteva più stare in casa, perché lì che è avvenuto l'omicidio, e nemmeno fuori, perché lì che ha portato Sarah da morta? Perché è debole? Perché non regge a tenere il segreto. L'ha uccisa lui? Mi riesce difficilmente credere. Perché l'avrebbe seppellita e non messa nel acqua, l'elemento di purificazione per eccellenza! Cosa voleva cancellare lui in quel pozzo? Cosa voleva cancellare parlando di Sabrina assassina?

La voce "a mezzo tono"

Cosa ho pensato di Sabrina? Una cosa che mi dava un costante fastidio, la sua voce "a mezzo tono", falsata, per capirci. Tutti noi che abbiamo iniziato a parlare la lingua straniera, dopo un po' di tempo della permanenza nel luogo straniero, sappiamo bene che iniziando di parlare si cambia "il registro", che permette di "avvicinarsi" a ciò che noi immaginiamo fosse il vero suono, che abbiamo "registrato" come vero. In quelle occasioni noi facciamo una specie di "tuning" delle nostre corde vocali, adeguandole al suono che bisogna emettere come vero. Dopo un po' la voce inizia a tornare al suo vero registro, captando i "nuovi moduli" e inserendoli nella propria "striscia vocale". La lingua raggiunge la sua corrispondenza nella realtà. Ma quando questo accade seguendo un idea che non ha la possibilità di trovare il riscontro, perché falsa, allora la voce rimane "incastrata" nel falso registro. Esso ci dice: "stai mentendo"!

Sabrina e Sarah

Questo lo faceva in continuazione Sabrina e lo faceva anche la Franzoni, quella che fu accusata per la uccisione del proprio figlio.  Anche lei parlava "a mezzo tono", senza mai riuscire a tornare nel registro vocale pieno. Entrambe parlavano l'italiano come se parlassero una lingua straniera appena conosciuta! Il nostro cervello è veramente una macchina strepitosa. Complessa, ma incapace di nascondere le cose. Per nasconderle bene, le mette in bella vista. Un vecchio trucco che usano anche gli animali, ma in un modo diverso. Certo, ne una ne l'altra ammetteranno mai di aver ucciso. Perché lo so? Perché non avrebbero usato la tecnica di "spostamento" della voce. Rimanendo imprigionate nella voce a "mezzo tono" della buggia.

Dove va cercato il movente?

SarahNella floreale natura di Sarah, un po' melancolica, ma a modo suo come una specie di orchidea, rara, perché troppo bionda e troppo esile. Troppo per gli occhi nei quali si rifletteva la pesantezza del carattere e della propria natura, pressata da qualcosa reso invisibile, ma che si può capire se si guarda la somiglianza tra la sua madre e Sarah, che lei non poteva mai essere. Troppo per gli occhi di gelosia, che cresceva con la stessa velocità con la quale cresceva Sarah, sulla quale si posavano gli sguardi di tutti, persino del suo padre. Il suo mondo rischiava a diventare azzerato proprio in quello su cui si basavano le sue speranze. Le stesse che si vedevano negli occhi di sua madre, gli stessi occhi con i quali guardava Sarah, ma che certo, pretendeva di essere vincente! Ed ecco che in quella stessa cucina non poteva a non esserci lui, il pomo di discordia, a testimoniare che Anton Chechov sapeva creare la scena. Se Chechov metteva un fucile sul muro della stanza, nel successivo atto quel fucile avrebbe sparato! E qui? Seduto, a fianco della madre di Sarah, era quel ragazzo conteso, per completare la scena. Poco dopo la scena si è svuotata.

Se ne sono andati tutti via

Se ne sono andati "il cadavere", come durante la diretta, con molto "tecnicismo" ed un incosciente sarcasmo, il corpo senza vita di Sarah veniva nominato dalla giornalista di "Chi l'ha visto". Poi se ne sono andati la madre, il fratello di Sarah, il ragazzo conteso, l'avvocato che si chiama Biscotti e alla fine la giornalista, che mi sembra di vedere ancora aggirarsi per la cucina con il bicchiere d'acqua in mano, come il fantasma in un incubo permanente della diretta che non finirà mai. Qualcosa come il film "Venerdì 13", per capirci.

Di Sabrina rimase solo quella voce dietro lo schermo, ora dietro le sbarre, in un pianto per se stessa, per la propria vita rovinata perché così doveva essere. Perché la sua storia è uno di quei incubi, scritti e diretti dalla sfiga di chi delle tre possibili occasioni per prendere qualcosa, che vita offre a tutti noi, ha pensato bene di prendere ciò che non era suo. Nessuno le aveva detto dove sta il segreto della felicità! Pevera ragazza. Se voi avere la felicità, devi darla, devi generarla, a prescindere, nonostante tutto, contro ogni pronostico della vita, e contro tutti quelli che pensano di conoscerti, quelli che ti vogliono o non ti vogliono dare nulla, senza che tu lo meriti o no. Per ottenere la felicità devi darla!

Qui, nel teatro della Vita Assurda, a Sabrina è toccato il peggiore dei ruoli: essere un fucile sul muro di una scena del crimine. poi, la scena si è svuotata. E' calato il sipario. 

Lo Zio Vania

E Anton Pavlovic Chechov? Si narra che la vita scrisse per lui una scena quasi comica per "incorniciare" la sua morte. Di cagionevole salute, Chechov mori un giorno a Badenweiler, in Germania. Sul vagone che portava le sue spoglie a Mosca c'era scritto: "Trasporto di ostriche".

Lo scopo di questo articolo non era di indagare sulla verità di chi abbia ucciso la povera Sarah, ma per indicare che il teatro abbia sempre preso dalla vita tutti i "suoi meccanismi". Lo conferma la storia di Chechov, al quale il Destino aveva riservato quel scherzo con "le ostriche", degno solo di un grande scrittore come lo era lui. Qui, in Italia, la guerra non c'è stata, ma le tragedie, le commedie, le satire, le opere, i cabaret, le rappresentazioni sacre, sono lo stesso uscite per le strade. Anche qui tutte le pièce teatrali succedono fuori teatro, nella nostra vita quotidiana. I piccoli teatri delle nostre piccole vite continuano a cambiare in continuazione i luoghi, con delle "pièce" sempre più assurdi. Si sposta anche il pubblico.

Mistero sulla Miseria dei Misseri
 

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