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E io canto PDF Stampa E-mail
Scritto da Valerija Brkljac   
Mercoledì 25 Febbraio 2009 14:53

 E io canto Vota questo articolo

Ariston

Continuo a lavorare sul mio libro, ma il pensiero mi torna su San Remo. Colpa dello zapping lungo e largo i vari canali tv. Il “giorno dopo” mi è sembrato di vedere un paio di cose. Ve le racconto.

 Un Festival di San Remo tanto diverso 

Maria de FilippiE' stato un San Remo diverso dai precedenti che ho guardato. Però, è stato il primo in cui si è vista la “resa” definitiva della RAI alle forze creative Mediaset.

RAIHo visto il Mediaset in tutta la sua bellezza sul palco dell'Ariston: Bonolis, lo Gnomo (Luca, detto da me è un complimento), la Maria e Carta “che canta” (la "forte" battuta del giorno dopo).

E la RAI era seduta in prima fila a fare da spettatrice, pagante.

 I tre vincitori del Festival e le tre Italie 

CartaSul palco, da vincitori, c'erano Carta, Povia e Da Vinci. Tre espressioni di un Italia che c'è, ma allo stesso tempo di quella che non c'era.

Carta, come simbolo di un Italia giovane, pulita e solare, che ha tutto il diritto di sperare e di sorridere guardando verso il futuro. In questo giovanotto l'Italia ha trovato la sua immagine migliore: l'Italia che si fida delle proprie capacità, che non s'arrende, che lotta e non perde il sorriso crescendo.

Povia, l'incarnazione di un Italia opportunista, furba, che ama le scorciatoie per arrivare in cima. Espressione di un Italia per la quale ogni occasione sembra buona per favorire proprio ego, il quale per essere, deve vestire il tema attuale come se fosse il proprio vissuto. E lo fa con astuzia. Sal Da VinciPrima il tema dei bambini, poi l'abbandono dello “stato gay”, perché piace tanto al quieto vivere. Magari, visti i temi di questi giorni, “Luca” potrebbe cantarci qualcosa sulla violenza, il portafoglio vuoto, uno romeno buono, un amico extracomunitario che si converte (diverse conversioni possibili). 

Per finire, Da Vinci, grande cantante, sapore, gusto e suono di un Italia ricca e bella, sia dentro che fuori, unica ed inimitabile. Quella che, guardata da fuori, fa sembrare l'Italia il più bel paese del mondo. Quella che qualcuno  "in casa" mette sempre in "forse", per la quale sono riservate le strade lunghe, che spesso trova prima il riconoscimento fuori e solo dopo in casa.

 La Donna invisibile e la coda di Benigni 

 
C'era anche l'Italia che non c'era, invisibile come sempre, l'Italia delle donne.
Le “spese” di questa invisibilità destinata alle donne, l'ha fatta Iva Zanicchi, una delle più grandi cantanti italiane, nonché una donna orgogliosamente quasi settantenne. Si è permessa di cantare la propria libertà, inducendo Benigni a farci vedere la propria coda.

BenigniLa coda è un organo invisibile all'occhio nudo, che abbiamo quasi tutti, ma maggiormente è posseduta dai maschi. E' un espressione “virtuale” del cervelletto, che svela il nostro legame con le caverne, dalle quali sembra abbiamo tirato fuori solo il naso, per ora.

 
Benigni, anche se un grande artista, è riuscito a farci vedere la propria coda, il che mi ha reso triste. Perché ai maschi stagionati qualcuno deve dire che l'opzione “potere=gnocca” lo è solo in apparenza. Perché quelle gnocche giovani poi mantengono a fianco un bel giovane di scorta per “pulire” i propri “canali” energetici.

Invece, ben vengano le donne mature, quelle che possono e osano essere felici e godere la propria libertà di essere ciò che sentono. Il bello è che questa felicità garantisce anche al maschio che non è tardi nemmeno per lui.

 Iva Zanicchi e Mina, vagante 

Iva ZanicchiLa vera vincitrice del festival, modestamente, per me è stata Iva Zanicchi. Non solo per la capacità di cantare la propria libertà artistica, ma per la sua voce bella e imponente, con un timbro indimenticabile.

Mi è piaciuta la sua forza, ma altrettanto la sua naturalezza.

Per quanto riguarda Patti Pravo, La Bambola Meccanica, mi ha dato la sensazione che il Festival di San Remo è esistito da sempre e che ogni tanto, con una tecnica innovativa, è possibile rendere vivi (per un tempo breve) i personaggi storici del Festival, di cento, duecento, trecento anni fa.

 
MinaE Mina, sempre vagante? Mi ha fatto tornare in mente un episodio di tanti anni fa. Facevo un test su di me, nel quale testavo il potere curativo della musica (una delle mie ricerche). Consisteva nell'ascoltare per un intera giornata un solo cantante, che sembrava avere questa sostanza.

Quella volta di Mina non me la scorderò mai. Dopo sette ore di ascolto, ebbi un attacco, che ora con chiarezza posso definire “depressivo”, che non avevo mai conosciuto ne prima, ne dopo quell'esperienza. Non mi lamento, perché mi è servito a capire meglio quel stato, che se non ci fosse stata Mina, probabilmente non avrei mai assaporato, vista la mia natura votata alla positività.

 E giovani donne a San Remo? 

ArisaArisa, per capirci, con il nome artistico composto dalle lettere iniziali dei nomi dei suoi famigliari. Rappresenta l'incarnazione della donna ideale di Bonolis (ma non in casa sua). Ferma, immobile, con gli occhiali e i capelli portati tanto bene da sostituire il burka. Ciò che tocca fare a questa giovane donna è di superare il ruolo che le è stato assegnato, favorendo solo la propria arte. Speriamo ci riesca. E ora cantiamo tutte: “Sincerità...”

E mentre noi cantiamo, Obama ha fatto il suo “speech”, che ha rallegrato soprattuto le borse, ma credo anche il cuore di Veltroni (che invece a casa cantava: “Yes we can”).

 Obama, Veltroni e Berlusconi 

Valerija con PiersilvioChissà se Obama riuscirà a distruggere il partito dei repubblicani, prelevando così tanti soldi per le sue “azioni di salvataggio”, che gli daranno le mani libere di fare ogni cosa. L'America diventerà un paese dei proletari? Magari Veltroni l'aveva vista lunga?

Non dobbiamo poi dimenticare “il grande mago”, David Axelrod dietro le quinte! E' quello che portò Obama in Casa Bianca, per chi non lo sapesse.

E Berlusconi? Nel suo portafoglio ora manca una sola cosa: l'immortalità!

Esistono diversi modi per raggiungerla. E io so che potrebbe farcela.

Come sapevo che avrebbe vinto lui, dopo che sono stata io a impostare e piazzare la sua campagna pubblicitaria per le elezioni politiche, che hanno significato la svolta nel suo successivo cammino politico. Era durante uno dei miei lavori manageriali, che il destino mi ha portato fare nella mia carriera professionale. Infatti, Berlusconi ha vinto tanto bene che, a prescindere dalle onde che successivamente ha dovuto affrontare, governa tuttora, indisturbato.

 Io, la buona stella di Berlusconi, e il Destino 

 
Questo è uno dei miei segreti che mi diverte svelare ora, anche perché il mio contributo è stato modesto. Semplicemente, ogni cosa per durare deve nascere sotto una buona stella. Diciamo che Berlusconi in me ha avuto la sua buona stella. Certo, il destino è a volte strano. Perché proprio io? 

Lo svelo solo adesso perché ritengo un ottimo esempio per spiegare ai miei fedeli lettori il significato e tutte le sfumature di un tema tanto complesso come lo è il “Destino”. Lo affronteremo in uno dei miei prossimi testi.

 "Il destino mescola le carte, noi giochiamo."  Arthur Schopenhauer

Data: 2009-02-25  Ora: 23:13:05 

E io canto
 

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